Almost Nothing: CERN la scoperta del futuro – Giona A. Nazzaro, Rumore, novembre 2018


Andare al cinema per vedere un documentario sul Cern di Ginevra? Se si tratta del collettivo ZIMMERFREI si può e si
deve. Anna De Manincor e la sua gang (cui si devono cose magnifiche come Hometown/Mutonia o La beauté c’est ta
tête) non sono interessati alla vostra idea di documentario scientifico, ma inseguono con grande coerenza e caparbietà
una loro particolarissima idea di antropologia visiva. E non è un caso che fra i “millepiani” del Cern diano vita a un
teatro dell’assurdo che sembra colare fuori direttamente dalle pagine più ispirate e lisergiche di Philip K. Dick. Pura
psichedelia del quotidiano, senza alcun effetto banalizzante, Almost Nothing mette in scena una collettività che vive
proiettata costantemente verso il possibile, il probabile, come in uno stato di sospensione ipotetica. Senza contare che il film si offre anche come une delle dimostrazioni più felici di democrazia diretta. “Insieme siamo più intelligenti”,
dichiara uno degli scienziati e vederli al lavoro o alle prese con le loro idiosincrasie (indimenticabili le Cernettes, la girl
band del centro) o i loro hobby (le lezioni di kendo) evidenzia la molteplicità di uno sguardo che, come i ricercatori
stessi, inventa instancabilmente possibilità di altro reale.

Giona A. Nazzaro, Rumore, novembre 2018